
Il problema delle alte aspettative è sempre quello...il rischio della delusione.
Qui non si parla di una grande delusione,anzi..ma un pò di amaro in bocca l'ha lasciato questo Baarìa,ultimo film di Giuseppe Tornatore,ben accolto da pubblico e critica all'ultimo festival del cinema di Venezia.
Berlusconi lo ha definito un capolavoro(è prodotto da Medusa),e Tornatore ci ha tenuto a precisare in più interviste che era felice delle belle parole del premier,pur mantenendo quelle distanza che la propria ideologia impone.
Per molti versi è un capolavoro:Tornatore dispiega per questo kolossal,perchè di kolossal si tratta,tutta l'arte della tecnica cinematografica,che conosce benissimo...una ricostruzione storica,visiva,emotiva impeccabile,e diversamente non poteva essere, visto che il regista ci descrive gli anni,dal ventennio fascista agli anni Settanta,della sua terra natia,Bagaria.. sempre con un tocco delicato,dolce,poetico,il film non arriva mai a un climax particolarmente drammatico,e,almeno per come l'ho percepito io,non riesce a prendere,in modo definitivo ,a livello emotivo.
Nel film si trova di tutto:amore,amicizia,politica,denuncia sociale...è un affresco del costume e della società di questa piccola terra siciliana,e il regista ci parla ,attraverso infinite strade,della sua gente,della sua famiglia,di se stesso,del rapporto col padre,della nascita del suo amore per il cinema(il collegamento a Nuovo Cinema Paradiso è molto breve).
L'amaro in bocca è forse dovuto alla molteplicità di temi, situazioni,vicende,ma che forse non sono mai affrontati e risolti completamente.
Alla molteplicità delle tematiche toccate bisogna aggiungere l'infinito cast:per i due ruoli principali Tornatore ha scelto due esordienti,il bravo Francesco Scinna e la bella(ma che non mi ha convinto completamente)Margereth Madè e poi abbiamo una moltitudine di attori,dalla sempre ottima Lina Sastri a Raul Bova,da Nicole Grimaudo a Luigi Lo Cascio,da Laura Chiatti a Beppe Fiorello,Ficarra e Picone,il cameo di Michele Placido e Monica Bellucci,e mille altri che ora non ricordo...la sensazione è sempre quella di confusione,di quel "troppo" che non ripaga sino in fondo.
Tornatore pecca spesso in una alta dose di leziosismo,in alcuni spunti che vogliono essere poetici,ma che,essendo molto numerosi,possono rendere stucchevole la fluidità del racconto.
Resta un film da vedere:da vedere per la grandiosità dell'opera,per la bellezza visiva,per i numerosi spunti culturali,sociali che propone,per alcuni momenti intensi e pieni di dignità cinematografica...io credo fermamente nella genuinità e sincerità di Tornatore nella realizzazione di quest'opera che è la rappresentazione in celluloide delle sue origini e di parte della sua vita.
Da menzionare anche la superba colonna sonora di Ennio Morricone,che diventa un 'ulteriore protagonista del film,sperando che ,da due premi Oscar come loro,ci si possa aspettare riconoscimenti che il film ,malgrado tutto,merita.
Voto:8.